sabato 8 ottobre 2011

ZebrIntervista con....Giulia Tarquini

L'intervista di oggi ci porta in Toscana per intervistare Giulia Tarquini, ranista livornese da poco ritiratasi dalle competizioni.

Z: ciao giulia, come stai?
dopo l'abbandono della attività agonistica, a cosa ti stai dedicando?

G: studio.. Tanto, ma tanto studio.. A volte troppo direi. Ma mi serve a non pensare. E poi bè, lo ammetto.. Qualche bracciata ogni tanto la faccio.. È come una droga, più di un certo numero di giorni fuori dall'acqua inizio a sentirne la mancanza.. Quasi un'astinenza. Però adesso l'obiettivo primario è diventare una dottoressa con la D maiuscola.. Dato che comunque sono sempre stata un pò secchiona ;)

Z: quale facoltà frequenti? e a che punto sei con gli studi?
G: facoltà di agraria, corso di biotecnologie vegetali e microbiche.. Una sorta di ingegneria genetica dei microrganismi per il miglioramento genetico. Insomma.. Una cosa simpatica!! o.O no vabbè, c'è di peggio.. Mi manca un anno e mezzo.. Spero meno. Dovrei laurearmi entro maggio 2013.. E poi la specializzazione, spero lontano da qui. 

Z: sempre riguardo i tuoi studi, mi avevi detto che mi avresti spiegato un giorno la differenza tra neurone e dna (tutto a causa di una mia affermazione idiota ahah). ti senti di farlo adesso?
G: credo che diventerebbe un'intervista assai noiosa: in breve, il dna serve a mantenere l'eredità genetica e a tramandarla di generazione in generazione.. I neuroni invece trasmettono gli stimoli elaborati nel cervello verso tutto l'organismo.. O quasi tutto.. Il cuore è involontario.. Non si comanda dal cervello. Sono stata esauriente?? Aaahahaaa!!

Z: ritornando a ciò che per anni hai praticato, ovvero il nuoto, vorrei chiederti in primis cosa ti ha insegnato questo sport?
G: tutto.. Ciò che sono adesso lo devo a questo splendido sport: vedi, in acqua sei sola con i tuoi pensieri, con le tue emozioni.. A volte sei felice, altre invece proprio no.. E startene la sotto nel silenzio delle tue bracciate, col solo rumore del tuo respiro ti fa capire tanto.. Questo sport mi ha resa forte, per i tanti scogli insormontabili che ho dovuto superare, mi ha reso orgogliosa, forse troppo, determinata, testarda e sicuramente ambiziosa. Mi ha regalato emozioni da urlo, mi ha fatto camminare a chilometri da terra.. Mi ha sempre resa completa, fino in fondo. Per questo me lo porto nel cuore sempre..

Z: Una delle emozioni "da urlo" è stata la convocazione in nazionale maggiore agli europei indoor di istanbul a fine anno 2009.
Descrivi la tua esperienza.

G: mica solo quella! Anche a Roma, nello stesso anno, il 2009.. Quello fu un anno di crescita immensa. Ero reduce da 2anni di stop per l'intervento alla spalla, da un sacco di camp giovanili andati male perchè ogni volta il dolore o la terapia non mi permettevano di allenarmi e gareggiare.. Un periodo un pò difficile che poi ha dato i suoi frutti.. Due anni di vere emozioni, gli europei sono stati la ciliegina sulla torta: quel lunedì mattina mi alzai davvero di pessimo umore, erano finiti gli assoluti invernale ed io avevo vinto la mia ennesima medaglia di legno.. Alle 10,49 mentre stavo parlando con una mia compagna squilla il cellulare: era la tizia della federazione che mi chiedeva le taglie per il materiale jaked.. Mi ricordo che mi misi seduta sul letto in silenzio per circa 10minuti e poi iniziarono a scendere le lacrime.. Non ho mai avuto ambizioni così alte.. Non c'ho mai creduto davvero ecco.. E dopo l'intervento non avrei mai pensato a un obiettivo così grande. Quel gg neanche mangiai, sotto l'acqua in giro per fare il passaporto.. Non sentivo nulla se non una gioia immensa.. E poi laggiù neanche mi resi conto di dove fossi.. Le gare non andarono nemmeno male.. Un'esperienza indimenticabile..

Z: hai citato roma 2009. hai disputato lì le gare nazionali a livello giovanile e seguito i mondiali assoluti tra il pubblico..com'è ritrovarsi allo stadio del nuoto, con un vero e proprio tifo da stadio al suo interno?
G: Quelli andai a vederli per tener su il morale ad una mia grande compagna che gareggiava.. Certo che anche ai giovanili, lo stadio faceva un grande effetto.. La prima gara che ci feci avevo 12 anni, era un campionato italiano ragazzi, ma io ero ancora un esordiente A.. E proprio in quell'occasione l'emozione fece brutti scherzi.. Posso dirti che a distanza di 10 anni.. Le sensazioni non sono cambiate.. Il foro, è sempre una emozione forte!! Comunque sia non ti abituerai mai..

Z: te hai vissuto la fase evolutiva dei costumi : dal tessuto al poliuretano fino a tornare al "ranista".
Qual è il tuo pensiero riguardo l'evoluzione tecnologica che ebbe fine a fine 2009 col ritorno ai costumi "ridotti" diciamo così...e come l'hai vissuto te a livello di prestazioni?

G: posso dirti che l'effetto jaked ha premiato un pò tutti e non mi sento di tirar fuori nessuno, tutti gli atleti ne erano provvisti, tutti potevano indossarlo, era comunque una situazione ad "armi" pari. Ciò su cui ha inciso, almeno per quanto riguarda me, è il fattore TESTA: vedere certi risultati, andare così avanti è stato uno sblocco mentale pazzesco.. Tant'è vero che a livello di tempi cronometrici, sempre per quanto riguarda me, non c'è così tanta differenza. Il jaked mi è stato utile a trovare sicurezza in me stessa.. Stop! Per quanto riguarda gli altri atleti, bè ognuno avrà una sua idea.. Ben venga, il mondo è bello perchè è vario. Mi rimane il rimorso di non aver avuto le condizioni e il tempo per eguagliare quei primati.. Ce l'avrei fatta.. Di questo sono sicura, pazienza..

Z: Oltre a questo "rimorso" di cui parli, c'è stata una gara in cui ti sei mangiata completamente le mani per non avere ottenuto un risultato che ritenevi alla portata? 
G: eeeh.. Tanti.. Tantissimi direi. È la colpa è stata mia e del fatto che non sono mai stata in grado di digerire tutto il marcio che avevo intorno. Una piccola parte di me si è sempre sentita non all'altezza.. La seconda scelta.. L'ultima ruota del carro.. E qui mi fermo! Non farmi parlare più..

Z: Infatti sai che non sono qui a intervistarti per tirare discorsi già usciti su una testata giornalistica sportiva.
Hai detto pocanzi che vorresti fare la specialistica fuori da livorno. In quale città ti piacerebbe? E ti chiedo anche: vi è una città in cui vorresti trasferirti?

G: io amo roma da sempre.. C'ho già vissuto e ci tornerei anche per dormire fra i cartoni.. Le mie più grandi amicizie stanno là.. Anzi, colgo l'occasione x salutarle e ringraziarle per essere sempre con me anche da lontano. Si, roma è il mio obiettivo post laurea e se per realizzarlo ci vuole il massimo dei voti, vorrà dire che lo otterrò!!! Ne sarai testimone :)

Z: Terminate le ore di studio tra i banchi universitari, come spendi il tuo tempo libero?
G: le ore di studio iniziano alle 9 e terminano alle 18,30.. Quindi di tempo libero ne ho poco.. Nuoto, come sempre.. Faccio qualche allenamento ripescato dal dimenticatoio.. E poi faccio la "maestra" insegnando ai bambini.. E non solo alleno gli esordienti affianco ad un mio ex allenatore.. Poi ovvio, le cose che fanno le persone normali: shopping, uscite improvvisate a caso, mare finchè si può ecc ecc ecc..

Z: approposito di shopping...in quali negozi ti piace "strisciare" il bancomat?
G: eheheheee.. Guarda le scarpe prima di tutto.. Mi comprerei tutti i tipi di tacchi possibili.. Ci spenderei cifre allucinanti.. Come già è successo.. Solo che poi li provo e vedo la gente intorno che mi guarda con la mano sulla fronte stile passaggio di un aereo.. E onestamente va bene essere alti.. Ma a tutto c'è un limite.. Così finisco sempre sulle solite sneakers colorate!! Amo le borse, i rossetti e le sciarpe.. E poi.. Finchè posso, compro.. Compro.. E comproooo!!!

Z: io ti ringrazio per la disponibilità che mi hai dato questa sera e, come per tutti gli intervistati, ti dò la possibilità di lasciare un messaggio ai nostri lettori e alle persone che vuoi
G: ringrazio te per questa bella intervista semplice, semplice di sabato sera.. Aaahahahaaa!! E abbraccio calorosamente tutte le persone che si sono fatte sentire in quest ultimo periodo, che mi hanno dimostrato affetto, stima e rispetto.. Grazie di cuore.. E un abbraccio ancora più grande alle mie compagne di gara, le mie avversarie, nonchè straordinarie amiche.. e tutti coloro che hanno vissuto con me questa splendida avventura.. Io vi seguo e vi osservo da fuori. Un grosso in bocca al lupo a tutti.. Giulia :)

Nessun commento:

Posta un commento